Danni da cimici

 

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Domande:

1. Tutte le cimici sono dannose per le piante?

2. Come insorgono danni da cimice sui frutti?

3. Quando si possono osservare danni da cimice in melicoltura?

4. Come si presenta in generale un danno tipico da cimice?

5. Come si può verificare un danno da cimice?

1. Tutte le cimici sono dannose per le piante?

Oltre alle specie che si nutrono di sangue, come le temute cimici da letto, troviamo tante specie predatrici che ricoprono un ruolo di insetti utili nella frutticoltura, come i Nabidi oppure gli Antocoridi. Tuttavia, la maggior parte delle cimici sono fitofaghe. Delle 40.000 specie descritte, secondo la bibliografia risultano 750 le specie in grado di causare danni rilevanti su diverse colture. La maggior parte di queste si trova nei paesi tropicali e subtropicali.

Oltre a H. halys possono esser occasionalmente dannose per la frutticoltura dell’Alto Adige le seguenti specie:

-              Coreus marginatus

-              Gonocerus acuteangulus

-              Nezara viridula

-              Palomena prasina

-              diversi Lygidae oppure Miridae

2. Come insorgono danni da cimice sui frutti?

Le cimici sono strettamente imparentate con le cicaline, gli afidi e le cocciniglie. Tutte quante sono in possesso di un apparato boccale pungente-succhiante composto da diverse setole, che assieme formano un rostro. Per poter assumere i tessuti solidi in forma liquida le cimici adottano diverse strategie che permettono di liquefare i tessuti.

Cimici predatrici (zoofaghe), ma anche alcune specie fitofaghe tramite la ripetuta inserzione dello stiletto sono in grado di distruggere i tessuti meccanicamente. La maggior parte delle specie invece iniettano una saliva contenente zuccheri specifici. Quest’ultimi dopo la cristallizzazione formano un involucro di protezione, che ricopre il canale di puntura. In aggiunta, questi zuccheri impediscono la cicatrizzazione e le difese della pianta attaccata. La saliva, che agisce come agente enzimatico, porta alla liquefazione dei tessuti attaccati; in questo modo possono essere assunti tramite lo stiletto. Sul frutto si possono formare delle necrosi, degli ingiallimenti sulle superfici attorno alle penetrazioni e talvolta la saliva può inibire lo sviluppo dei tessuti o organi colpiti.

 

3. Quando si possono osservare danni da cimice in melicoltura?

A partire dagli anni ‘80 si è potuto osservare l’aumento dell’incidenza dei danni da cimici sulle mele. L’intensità d’attacco e con questo il danno sui frutti può variare da anno ad anno. Un numero minimo di frutti deformati, che mostrano i sintomi tipici, può apparire ogni anno in diverse zone frutticole. Questi danni risultano solitamente poco importanti dal punto di vista economico. Tuttavia, in alcune annate, le tipologie di danno da cimice appaiono già nella fase primaverile con maggiore incidenza soprattutto nelle zone frutticole montane e collinari, e qui soprattutto in vicinanza alle zone boschive. Anche durante i periodi di particolare siccità (situazione che porta al degrado dell’inerbimento dell’interfilare) si ha un aumento degli attacchi e di conseguenza a una maggiore incidenza dei frutti danneggiati. Per la cimice asiatica sono ancora da stabilire gli intervalli temporali nei quali danneggia i frutti nei meleti attraverso la sua attività trofica.

 4. Come si presenta in generale un danno tipico da cimice?

Sulla mela, attraverso l’attività trofica delle cimici possono insorgere diversi “danni da cimice”. Questo è stato studiato attraverso delle prove di semicampo a mezzo di manicotti (Wolf M., Südtiroler Landwirt 2007).

Per i Pentatomidi, quindi anche per H. halys, è accertato che i frutti che in sezione mostrano dei canali di perforazione e deformazioni esterne con delle ossidazioni, oppure necrosi dei tessuti del frutto, con grande probabilità sono causati da punture di quest’ultime.

L’entità della deformazione dipende dal momento della puntura da parte della cimice. In prossimità del post-fioritura, all’insorgere della prima cascola la puntura può portare a delle forti deformazioni attorno alla perforazione stessa. Punture su frutti che superano i 30 mm di calibro spesso inducono deformazioni e imbrunimenti nei tessuti interni dei frutti. Un attacco estivo a prima vista può facilmente essere scambiato con il sintomo della butteratura amara.

 5. Come si può verificare un danno da cimice?

Sulla mela, oltre ai danni causati da punture e da rosure di insetti, possono insorgere anche sintomi simili dovuti a carenze nutrizionali, o effetti fitotossici.

Per poter riconoscere i danni da cimici bisogna tenere conto di alcuni particolari:

-          Deformazione del frutto e ossidazioni nei tessuti circostanti la puntura

-          Tessuti del pericarpo ossidati sottostanti alla deformazione oppure alla puntura con un lieve distacco dalla buccia del frutto

Attribuire un sintomo con certezza a una puntura da cimice talvolta risulta difficile. I sintomi mostrati spesso variano in merito al momento della puntura (stadio fenologico) e alla varietà che ha subito l’attacco. Attualmente non è possibile risalire dal sintomo tipico alla specie di cimice.

Per questo è importante considerare i fattori di rischio noti che aumentano la probabilità di insediamento delle cimici e svolgere dei controlli visivi frequenti o campionamenti di frappage.