Giornata del vino e della vite: ricerca, clima e nuovi consumi al centro dell’incontro

18/03/2026

Oltre 100 persone hanno partecipato giovedì 19 marzo 2026 alla tradizionale Giornata del vino e della vite organizzata dal Centro di Sperimentazione Laimburg, per informarsi sulle più recenti conoscenze della ricerca scientifica in viticoltura ed enologia. Le relazioni tecniche, il confronto diretto con esperte ed esperti del settore e la degustazione di vini sperimentali hanno offerto una panoramica completa sulla ricerca applicata e sulle prospettive future del comparto vitivinicolo in Alto Adige.

Fig. 1: Il direttore del Centro di Sperimentazione Laimburg, Michael Oberhuber, ha dato il benvenuto alle circa 100 persone partecipanti alla Giornata del vino e della vite.
© Laimburg Research Centre/agnese martinelli
Fig. 1: Il direttore del Centro di Sperimentazione Laimburg, Michael Oberhuber, ha dato il benvenuto alle circa 100 persone partecipanti alla Giornata del vino e della vite. © Laimburg Research Centre/agnese martinelli

Il settore vitivinicolo in Alto Adige vanta una tradizione di lunga data ed è caratterizzata da standard produttivi elevati. Tuttavia, gli effetti del cambiamento climatico e l’evoluzione delle abitudini di consumo pongono le aziende produttrici di fronte a nuove e complesse sfide. Proprio in questo contesto, giovedì 19 marzo 2026 si è svolta presso il Centro di Sperimentazione Laimburg la tradizionale Giornata del vino e della vite. Ricercatrici e ricercatori hanno presentato i più recenti risultati della ricerca, affrontando temi che vanno dalle nuove tecniche di produzione del vino senza o a basso contenuti di alcol, alla gestione del vigneto, dalla protezione delle uve alle pratiche di cantina per garantire qualità e stabilità del prodotto finale. L’evento si è concluso con una degustazione di vini sperimentali, tra cui vini dealcolati e Pinot nero provenienti da vigneti coltivati con differenti sistemi di allevamento.

“Il nostro obiettivo è sviluppare soluzioni concrete per rispondere alle sfide della vitivinicoltura in Alto Adige, con un’attenzione costante alla qualità del vino locale. La Giornata del vino e della vite rappresenta un momento di grande valore, perché consente un dialogo diretto tra ricerca e pratica e un confronto con chi opera ogni giorno in vigneto e in cantina”, ha sottolineato il direttore del Centro di Sperimentazione Laimburg, Michael Oberhuber.

Nuove tendenze di consumo: i vini dealcolati

L’evoluzione dei gusti e delle abitudini di consumo, insieme alle strategie dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) volte a ridurre il consumo di alcol, stanno portando sempre più al centro dell’attenzione i vini “NoLo”, ovvero vini senza alcol (“No”) o a basso contenuto alcolico (“Low”). Lorenzo Italiano dell’Università di Scienze Applicate di Geisenheim ha illustrato i principali processi di produzione, il quadro normativo di riferimento e l’andamento del mercato. Attualmente, la domanda maggiore proviene da Germania, Spagna e Francia, mentre in Italia i vini “NoLo” rappresentano appena lo 0,1% dell’intero comparto vitivinicolo. Nonostante ciò, le previsioni indicano una forte crescita: entro il 2033 il valore del mercato dovrebbe raggiungere circa 15 milioni di dollari, con un tasso medio di crescita annuo intorno al 47%.

Nella produzione dei vini “NoLo” possono essere impiegate diverse tecnologie. I processi a membrana, come l’osmosi inversa, i sistemi a contattore e la nanofiltrazione, sono particolarmente adatti per ridurre parzialmente il contenuto alcolico, tra l’1 e il 6% in volume, risultando interessanti soprattutto per le cantine di dimensioni medio‑piccole. I processi distillativi, invece, consentono di ottenere vini con un tenore alcolico inferiore allo 0,5% in volume, ma richiedono impianti tecnologicamente complessi e sono quindi più indicati per produzioni su larga scala.

Restano centrali alcune sfide, in particolare le modifiche del profilo aromatico, che possono verificarsi durante la dealcolazione del vino. A ciò si aggiungono costi di produzione più elevati, legati all’elevata complessità tecnologica dei processi. Allo stesso tempo, si pone la questione del riposizionamento dell’identità del prodotto, inteso come bevanda di nuova concezione, che deve essere comunicata in modo distinto e specifico.

Vendemmie più calde: quando il raffreddamento delle uve aiuta a preservarne la qualità

“Durante la vendemmia, nelle cantine si verificano regolarmente picchi di lavoro, soprattutto prima o dopo le precipitazioni, quando le uve devono essere lavorate rapidamente. Per evitare uno stoccaggio temporaneo a temperature elevate, molte cantine prolungano spesso le attività fino a tarda notte. Il cambiamento climatico aggrava ulteriormente questa situazione, poiché nel periodo di raccolta il clima rimane ancora molto caldo. Allo stesso tempo, diverse fasi della vinificazione richiedono temperature basse”, spiega Ulrich Pedri, responsabile del settore Enologia del Centro di Sperimentazione Laimburg.

In questo contesto si pone la domanda se un raffreddamento mirato delle uve prima della lavorazione possa risultare vantaggioso. Negli anni 2022 e 2023, un team di ricerca del Centro Laimburg ha sottoposto uve di Sauvignon a diverse condizioni di temperatura durante lo stoccaggio. I risultati sono chiari: non sono emerse differenze sensoriali significative tra una lavorazione immediata e una conservazione delle uve a 8 °C. Anche dal punto di vista microbiologico e chimico, il raffreddamento a 8 °C per un periodo di 48 ore non ha mostrato effetti negativi. Critiche risultano invece temperature di stoccaggio di 20 °C o superiori, in grado di compromettere in modo significativo la qualità microbiologica, chimica e sensoriale delle uve.

Lotta alla botrite: risultati delle prove più recenti

Botrytis cinerea è un fungo diffuso a livello mondiale che, in condizioni caldo‑umide, può danneggiare i grappoli causando ingenti perdite qualitative e produttive. Alla luce dell’aumento degli eventi meteorologici estremi, cresce l’importanza di strategie di difesa efficaci e sostenibili. Presso il Centro di Sperimentazione Laimburg, nel 2025 sono state condotte due prove sperimentali.

Nella prima prova, i ricercatori hanno valutato l’efficacia di tre botriticidi, Teldor Plus, Geoxe e Cantus, applicati con due diversi dosaggi e in differenti momenti della stagione. Il miglior risultato è stato ottenuto con il Teldor Plus alla dose più elevata di 150 ml/hl all’inizio della maturazione delle uve, seguito da Geoxe con 100 g/hl.

Nella seconda prova, si è voluto valutare l’aumento di efficacia, combinando il Teldor Plus con un prodotto biologico, 3Logy a base di sostanze naturali eugenolo, geraniolo e timolo, in prossimità della vendemmia. Inoltre, sono stati testati anche altri prodotti, Fimum Fruchtkalk (a base di idrossido di calcio) e Armicarb 85 (a base di bicarbonato di potassio). Da questa prova è emerso che solo Armicarb 85 riduce notevolmente l’infestazione.

Nel complesso, le prove confermano che Teldor Plus, Geoxe e Armicarb 85 restano attualmente i mezzi più affidabili per una difesa efficace contro la botrite.

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