Un progetto che collega i pascoli d’Europa: concluso con successo Grazing4AgroEcology

20/05/2026

Ciò che cresce sui pascoli europei è molto più di semplice erba: è conoscenza, esperienza e visione. Il pascolamento, soprattutto nelle regioni montane, svolge un ruolo fondamentale nella cura del paesaggio e nella creazione di valore a livello locale. Con la conclusione del progetto Horizon Europe “Grazing4AgroEcology” (G4AE), sono stati raccolti 121 esempi pratici di innovazioni da otto Paesi europei. Di questi, otto provengono dall’Alto Adige e sono un esempio di gestione del pascolo orientata al futuro. Ognuno dei casi pratici offre una visione concreta di come l’agricoltura montana possa svilupparsi in armonia con la natura, il benessere animale e le specificità del territorio.

Fig. 1: Lisa Fracchetti, collaboratrice scientifica nel gruppo di lavoro sull’economia dei prati del Centro di Sperimentazione Laimburg.
© Laimburg Research Centre
Fig. 1: Lisa Fracchetti, collaboratrice scientifica nel gruppo di lavoro sull’economia dei prati del Centro di Sperimentazione Laimburg. © Laimburg Research Centre

Nell’arco di quattro anni, “Grazing4AgroEcology” ha riunito centri di ricerca, aziende agricole, servizi di consulenza e associazioni provenienti da tutta Europa. L’obiettivo condiviso era individuare modalità efficaci per sostenere agricoltori e agricoltrici nello sviluppo ed adozione di sistemi di pascolamento ambientalmente sostenibili, economicamente solidi e rispettosi degli animali. In 121 aziende partner, distribuite in otto Paesi, sono stati raccolti, analizzati, discussi e condivisi approcci innovativi alla gestione del pascolo. Il risultato è una raccolta di raccomandazioni pratiche, video e materiali formativi a disposizione di aziende agricole e consulenti in tutta Europa, favorendo anche lo scambio di esperienze tra i Paesi.

Grazie alla partecipazione del Centro di Sperimentazione Laimburg e di Bioland Alto Adige, anche le esperienze e i risultati della ricerca a livello locale hanno contribuito al quadro europeo. Solo in Italia sono stati documentati 15 esempi di buone pratiche: otto in Alto Adige e sette in Sardegna. Questi esempi mostrano la varietà dei sistemi di pascolo, includendo strategie adattate al contesto, soluzioni per il benessere animale e la biodiversità, oltre alla gestione di ambienti difficili come i terreni in forte pendenza.

Tutte le pratiche sono raccolte e consultabili pubblicamente sul sito del progetto (vedi: G4AE Best Practices). Sul portale è possibile filtrare e selezionare le buone pratiche in base a sistema produttivo, tipo di suolo, livelli di precipitazione, area geografica e altri criteri, valutandone così la trasferibilità al proprio contesto. I numerosi esempi raccolti raccontano la realtà quotidiana delle aziende, le decisioni gestionali e le soluzioni sviluppate per affrontare contesti complessi. Mostrano aziende reali, interventi concreti e processi decisionali comprensibili – elementi fondamentali per un efficace trasferimento delle conoscenze nella pratica.

Capre e bovini sulle pendenze alpine: due esempi concreti dall’Alto Adige

Due esempi altoatesini dimostrano in modo concreto come sistemi di pascolamento adattati al territorio possano integrare benessere animale, gestione del paesaggio e sostenibilità economica.

Ogni estate, per le circa 50 capre di Helena e Bertram Stecher dell’azienda Trumsberg in Val Venosta, si avvia un calendario di pascolamento attentamente pianificato: in primavera cresce il primo foraggio fresco in azienda, a giugno il trasferimento in alpeggio, in autunno poi il rientro su pascoli con sistema di pascolamento a rotazione. Gli animali si muovono in sicurezza su pendii ripidi. L’obiettivo è mantenere un pascolamento a cotico ad altezza dell’erba controllata, risultato di un equilibrio preciso tra comportamento animale, vegetazione e tempi di gestione. Questa forma di pascolamento contribuisce in maniera significativa al mantenimento dei versanti ripidi aperti e all’utilizzo sostenibile delle superfici alpine. La produzione casearia direttamente in azienda completa il sistema aziendale, rafforzando la filiera e valorizzando il territorio attraverso prodotti alimentari tipici.

Un approccio analogo, ma con protagoniste diverse, si osserva presso l’Ötzerhof in Val Sarentino. Qui Helmut Premstaller dimostra che anche le vacche da latte possono essere allevate su terreni ripidi e frammentati nel rispetto del loro benessere e della vegetazione. Otto vacche della razza bovina autoctona Grigio Alpina pascolano per alcune ore al giorno, gestite in un sistema di pascolo turnato e riportate in stalla in funzione delle condizioni meteorologiche e dello stato del cotico erboso. Si tratta di una razza leggera, particolarmente adatta al pascolo, che consente di sfruttare in modo efficiente anche superfici ridotte, proteggendo al contempo il suolo. Questo approccio garantisce inoltre una grande flessibilità nella gestione aziendale e permette una produzione lattiero-casearia economicamente sostenibile.

I ritratti video delle due aziende altoatesine, insieme a quelli degli altri esempi pratici, sono disponibili su YouTube e tramite il sistema di ricerca del sito del progetto. (vedasi Ötzerhof im Sarntal - Helmut Premstaller e Ziegenhof Trumsberg - Helena und Bertram Stecher).

Strumenti concreti per le aziende: autovalutazione per lo sviluppo futuro

Tra i risultati più rilevanti del progetto figura uno strumento digitale di autovalutazione sviluppato dal team di ricerca, che consente alle aziende di analizzare la propria gestione del pascolo secondo una prospettiva agroecologica integrata – dal benessere animale agli impatti ambientali, fino all’organizzazione aziendale.

“Grazie a questo strumento, un’azienda può valutare nel tempo quali aspetti agroecologici sono migliorati o peggiorati e individuare dove esistono ancora margini di sviluppo. Su questa base è possibile pianificare interventi mirati”, spiega Lisa Fracchetti, collaboratrice scientifica del gruppo di lavoro Sistemi Foraggeri del Centro di Sperimentazione Laimburg.

Analisi del contesto: la chiave per trasferire le buone pratiche da un territorio a un altro

Un contributo chiave del Centro di Sperimentazione Laimburg è stato inoltre lo sviluppo di uno strumento per l’analisi del contesto. Esso permette di “leggere” e comprendere tutte le condizioni in cui opera un’azienda agricola: dal tipo di suolo al clima, fino all’organizzazione del lavoro e alle caratteristiche del territorio. “L’analisi del contesto è fondamentale per rendere le innovazioni trasferibili tra regioni diverse”, spiega Lisa Fracchetti. “Permette di individuare le condizioni necessarie affinché una soluzione abbia successo – ad esempio se un determinato sistema di pascolo funziona su terreni ripidi, in zone secche o in aziende di piccole dimensioni. In questo modo si capisce non solo perché un’innovazione funziona in un caso specifico, ma anche come adattarla concretamente ad altre realtà”, prosegue Lisa Fracchetti.

Tutti questi strumenti sono anche disponibili sul sito del progetto e liberamente consultabili. Con la conclusione del progetto Grazing4AgroEcology, è ora disponibile un ampio patrimonio di conoscenze che dimostra come la gestione del pascolo possa essere ecosostenibile, economicamente solida e socialmente rilevante – anche oltre la durata del progetto.

Grazing4AgroEcology (G4AE) è un progetto finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Horizon Europe. Il coordinamento è stato affidato al Grünlandzentrum della Bassa Sassonia/Brema.

Segui i nostri aggiornamenti

NEWS - ABO

Ricevi le ultime notizie nella tua casella di posta

Iscriviti

Per la stampa

Informativa

Questo sito fa uso di cookie tecnici, analitici e, previo Suo consenso, cookie di terze parti per garantirLe una migliore esperienza di navigazione. Cliccando su “Accetta” acconsente all’utilizzo dei cookie di terze parti; cliccando invece su “Rifiuta” potrà continuare senza accettare: in tal caso verranno utilizzati solo i cookie tecnici e analitici ma alcune funzionalità ed alcuni contenuti potrebbero non essere disponibili. Clicchi su “Scopri di più e personalizza” per avere maggiori informazioni sui cookie utilizzati ed esprimere il Suo consenso, che in qualsiasi momento potrà essere liberamente rifiutato, revocato o prestato. Ulteriori dettagli sono disponibili nella cookie policy completa.