50 anni del Centro di Sperimentazione Laimburg: scienza in dialogo per l’agricoltura e l’alimentazione

02/11/2025

Cinquant’anni di ricerca al servizio dell’agricoltura e della trasformazione alimentare in Alto Adige: il 3 novembre 2025 il Centro di Sperimentazione Laimburg festeggia il suo 50° anniversario con il simposio “Scienza in dialogo” al NOI Techpark di Bolzano. Rappresentanti dal mondo della ricerca, della politica, del settore agroalimentare e dell’economia si sono confrontati sul ruolo della ricerca scientifica applicata per un’agricoltura e una trasformazione alimentare sostenibili, sulle sfide attuali e sulle prospettive future.

Fig. 1: Il direttore del Centro di Sperimentazione Laimburg Michael Oberhuber
©Laimburg Research Centre/ivo corrà
Fig. 1: Il direttore del Centro di Sperimentazione Laimburg Michael Oberhuber ©Laimburg Research Centre/ivo corrà

Il 3 novembre 1975, con la legge provinciale n. 53, venne ufficialmente fondato il Centro di Sperimentazione Laimburg come primo ente di ricerca in Provincia. Fu una tappa fondamentale per l’Alto Adige, che con il Secondo Statuto di Autonomia ottenne la competenza legislativa primaria nei settori della formazione e della ricerca scientifica in agricoltura.

Il 3 novembre 2025, circa 200 persone si sono riunite al NOI Techpark di Bolzano per celebrare i 50 anni del Centro di Sperimentazione Laimburg con il simposio “Scienza in dialogo”. Rappresentanti della politica, della ricerca e del mondo produttivo si sono confrontati per ripercorrere insieme cinque decenni di ricerca applicata nei settori dell’agricoltura e della trasformazione alimentare.

Le persone partecipanti sono state accolte dal Presidente della Provincia Arno Kompatscher e dall’Assessore provinciale alla Ricerca e Innovazione Philipp Achammer. L’Assessore all’Agricoltura, Foreste e Turismo Luis Walcher ha tenuto un intervento dal titolo “Crescere insieme – Ricerca e innovazione locale per il futuro dell’agricoltura”. Tra gli ospiti anche numerosi protagonisti storici del Centro di Sperimentazione Laimburg, tra cui gli ex direttori Hermann Mantinger e Josef Dalla Via, l’ex direttore del Podere provinciale Laimburg e vicedirettore del Centro Laimburg Klaus Platter, nonché l’ex Presidente della Provincia e già politico di riferimento per il settore agricolo Luis Durnwalder.

“Da cinque decenni il Centro di Sperimentazione Laimburg mette in dialogo scienza e pratica agricola, promuove l’innovazione nella frutticoltura, nella viticoltura e nell’agricoltura montana, e garantisce che le nuove conoscenze arrivino direttamente alle nostre agricoltrici e ai nostri agricoltori, e di conseguenza anche alla società nel suo insieme”, ha sottolineato l’assessore Luis Walcher.

“Questi cinquanta anni sono per noi sinonimo di eccellenza scientifica, collaborazione e progresso. Questo anniversario non è solo un’occasione per ripercorrere la storia e i successi, ma anche un impegno a proseguire il nostro lavoro con la stessa passione e responsabilità. Le grandi sfide di oggi e di domani riguardano la sostenibilità, sia economica sia ecologica, nella difesa delle piante, nella conservazione e nella risposta alle esigenze di consumatrici e consumatori”, ha dichiarato Michael Oberhuber, direttore del Centro di Sperimentazione Laimburg.

Ad aprire il simposio scientifico è stato Andreas Hensel, presidente dell’Istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi (BfR), che nella sua relazione ha affrontato il tema della responsabilità della scienza nel complesso equilibrio tra politica e società.

Un momento speciale del programma è stato la presentazione del nuovo cortometraggio “50 anni del Centro di Sperimentazione Laimburg”, che ripercorre l’evoluzione e le tappe fondamentali della prima istituzione di ricerca dell’Alto Adige.

Le sfide della ricerca applicata in Alto Adige

Nella prima tavola rotonda del simposio “Scienza in dialogo”, Daniel Gasser, presidente dell’Unione Agricoltori e Coltivatori Diretti Sudtirolesi, Ulrich Stofner, amministratore delegato della NOI S.p.A., e Ulrike Tappeiner, presidente della Libera Università di Bolzano, hanno discusso delle principali sfide dell’agricoltura altoatesina, tra innovazione, ricerca, formazione e collaborazione.

Secondo Daniel Gasser, oltre al cambiamento climatico e alla diffusione di nuovi parassiti e malattie, una delle principali sfide dell’agricoltura altoatesina è la sua struttura frammentata. Per questo motivo è essenziale che le aziende agricole riescano a generare un valore aggiunto sufficiente a garantirne la continuità.

50 anni di ricerca in viticoltura

Tra le voci di rilievo dell’evento anche Barbara Raifer, considerata una pioniera della ricerca viticola in Alto Adige. Dal 1995 fino alla primavera 2025 ha diretto il settore Viticoltura del Centro di Sperimentazione Laimburg.

La viticoltura altoatesina, oggi pilastro economico del territorio, deve molto a decenni di ricerca e innovazione. Negli anni ’70 e ’80, quando la qualità dei vini non era ancora soddisfacente, la ricerca del Centro Laimburg ha contribuito in modo decisivo a migliorare la produzione. Il Centro ha accompagnato la transizione dal tradizionale allevamento a pergola alla moderna spalliera e ha condotto studi approfonditi su problematiche come la necrosi del rachide, l’appassimento del grappolo e le cosiddette “bacche verdi”.

Ricerca e territorio: una collaborazione di successo

Nel corso del dibattito, Robert Wiedmer, coordinatore del Centro di Consulenza per la fruttiviticoltura dell’Alto Adige, ha evidenziato l’importanza di una ricerca radicata nel territorio ma aperta al mondo: “Servono persone che conoscano a fondo le specificità locali e che, al tempo stesso, portino esperienze internazionali.” Christian Plitzner, direttore del Centro di Consulenza per l’agricoltura di montagna (BRING), ha lodato il modello consolidato che permette di integrare le esigenze concrete del mondo agricolo nei programmi di ricerca del Centro di Sperimentazione Laimburg. Stephan Ortner, direttore di Eurac Research, ha sottolineato il valore della collaborazione tra gli enti di ricerca altoatesini e la partecipazione congiunta a progetti europei come elementi chiave per un’agricoltura sostenibile e competitiva. Per Ulrich Ladurner, presidente dell’azienda Dr. Schär, il progresso è parte integrante dell’identità imprenditoriale: “Il futuro si costruisce partendo dal passato e dalle proprie radici.”

Ricerca in Alto Adige – Raccomandazioni per il futuro

Nella tavola rotonda conclusiva del simposio “Scienza in dialogo” il dibattito si è concentrato sulle prospettive e le raccomandazioni per il futuro della ricerca applicata in Alto Adige.

Lukas Bertschinger, presidente del Comitato scientifico del Centro di Sperimentazione Laimburg, ha sottolineato l’importanza di una visione strategica e di lungo periodo: “Occorre mantenere uno sguardo attento sulla strategia, la lungimiranza e la pianificazione a lungo termine, promuovendo al contempo internazionalità e collaborazione.”

Andreas Kofler, presidente del Consorzio Vini Alto Adige, ha evidenziato la necessità di mantenere la ricerca applicata orientata alle esigenze concrete del settore: “La ricerca deve continuare a concentrarsi sulla soluzione di problemi pratici, rafforzando il legame tra formazione, aziende e sperimentazione.”

Per Georg Kössler, presidente del Consorzio Mela Alto Adige, è essenziale garantire condizioni adeguate a una ricerca vicina alla pratica: “Servono risorse umane sufficienti, finanziamenti stabili e superfici sperimentali idonee.”

Annemarie Kaser, direttrice della Federazione Latterie Alto Adige, ha messo in luce l’importanza di un approccio integrato: “È necessario costruire un ponte solido tra le peculiarità del territorio e le sfide dell’agricoltura di montagna per sviluppare soluzioni sostenibili per il futuro.”

Secondo Thomas Brandstätter, presidente della Sezione Alimentari di Confindustria Alto Adige, “occorre sviluppare soluzioni mirate per l’industria alimentare locale e valorizzare ulteriormente le competenze del Centro di Sperimentazione Laimburg nel campo della trasformazione degli alimenti.”

Infine, Roland Psenner, presidente di Eurac Research, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di creare condizioni favorevoli per attrarre e trattenere talenti: “In Alto Adige servono politiche che favoriscano un brain gain invece di un brain drain.

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