Convegno sulle Piante Officinali: la menta piperita alleata della fragola
Coltivare fragole insieme ad alcune piante aromatiche e officinali può favorire la biodiversità. È quanto emerge da uno studio di due anni condotto dal Centro di Sperimentazione Laimburg e presentato durante il Convegno sulle Piante Officinali dello scorso 24 ottobre 2025. L’evento, organizzato dal Centro Laimburg in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach nell’ambito del Programma di ricerca NURBS, ha visto la partecipazione di oltre 100 persone.
La consociazione è una tecnica agricola che prevede la coltivazione contemporanea di specie diverse sullo stesso appezzamento, in modo che ciascuna possa trarre beneficio dalla presenza dell’altra. I vantaggi possono comprendere, tra gli altri, il contenimento delle infestanti, degli insetti dannosi e dei patogeni, ma anche l’aumento della biodiversità e delle specie utili per il contrasto biologico agli organismi nocivi.
Per valutare concretamente le potenzialità di questa pratica nelle condizioni alpine, il Centro di Sperimentazione Laimburg ha condotto una prova biennale in Val Martello, dove la fragola è stata coltivata insieme a diverse specie di piante aromatiche e officinali. I risultati mostrano come alcune combinazioni possano contribuire a una gestione più sostenibile e diversificata della coltivazione.
La sperimentazione ha coinvolto la fragola in consociazione con salvia, menta piperita, menta fragola, calendula ed erba cipollina. Nell’arco dei due anni, le colture con menta piperita e salvia hanno mantenuto rese più stabili, mostrando un buon equilibrio tra produttività e sostenibilità e offrendo così nuove possibilità per integrare le piante officinali nella coltivazione in suolo delle fragole. Inoltre, soprattutto in combinazione con la calendula, è stato registrato un aumento significativo di artropodi utili, come impollinatori e insetti predatori naturali, a conferma del valore ecologico di questa tecnica nel favorire la biodiversità agricola. I risultati della sperimentazione sono stati presentati dal ricercatore Sebastian Soppelsa durante il Convegno sulle Piante Officinali organizzato dal Centro Laimburg in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige lo scorso 24 ottobre 2025.
Coltivare piante officinali per preservare le specie in natura
Lo studio sulla consociazione è solo una delle presentazioni a cui hanno assistito le persone partecipanti al Convegno sulle Piante Officinali, che il 24 ottobre 2025 ha riunito al Centro di Sperimentazione Laimburg oltre 100 esperte ed esperti del settore. L’evento ha offerto una panoramica aggiornata sulla ricerca dedicata alle erbe aromatiche e officinali, un comparto in crescita, che in Alto Adige coinvolge oltre 50 aziende agricole, circa 120 specie coltivate e 20 ettari di terreno complessivi. L’evento rientra nell’ambito di NURBS – Nuts & Herbs, un Programma di ricerca attuato dal Centro di Sperimentazione Laimburg e dalla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige e promosso dalle Province Autonome di Trento e Bolzano. “NURBS ha l’obiettivo di valorizzare il potenziale delle colture minori nelle zone montane della nostra Regione, sfruttando le competenze dei due principali istituti di ricerca applicata all’agricoltura sul territorio. L’obiettivo è fornire alle aziende agricole le indicazioni pratiche per una produzione efficace e rispettosa dell’ambiente, che al contempo garantisca loro un reddito stabile e sostenibile”, spiega il Direttore del Centro di Sperimentazione Laimburg Michael Oberhuber.
“Un altro obiettivo dell’erbicoltura è la protezione delle specie presenti in natura. Molte piante officinali, infatti, vengono ancora raccolte spontaneamente. Questa pratica in alcuni casi può mettere a rischio la sopravvivenza stessa delle specie in natura,” aggiunge Manuel Pramsohler, responsabile del gruppo di lavoro Colture Arative e Piante Aromatiche al Centro Laimburg. “Per questo la ricerca sulla loro coltivazione è fondamentale: ci permette di individuare varietà e tecniche adatte alle condizioni locali, offrendo alle aziende agricole nuove opportunità produttive, contribuendo al contempo a preservare le risorse naturali.”



