Ricerca scientifica: nuove strategie per prati e pascoli produttivi, sostenibili e resilienti  

15/12/2025

L’utilizzo di miscugli di sementi foraggeri composti da diverse specie di graminacee, leguminose e altre specie può aumentare la resa dei prati integrati nella rotazione colturale, riducendo la dipendenza dai fertilizzanti. È il risultato del progetto internazionale LegacyNet, a cui il Centro di Sperimentazione Laimburg ha preso parte con un sito sperimentale a Teodone (Brunico). La ricerca è stata presentata durante la decima edizione del Forum di Esperti in Agricoltura Montana dello scorso 12 dicembre 2025, che ha visto la partecipazione di circa 50 esperte e esperti di agricoltura montana.

Fig. 1: Giovanni Peratoner, responsabile del settore Agricoltura Montana del Centro di Sperimentazione Laimburg

©Laimburg Research Centre/Agnese Martinelli
Fig. 1: Giovanni Peratoner, responsabile del settore Agricoltura Montana del Centro di Sperimentazione Laimburg ©Laimburg Research Centre/Agnese Martinelli

In Alto Adige si contano circa 71.000 ettari di prati per la produzione di foraggio. A questi si affiancano quasi 150.000 ettari di pascoli (prevalentemente alpeggi), nei quali il bestiame si nutre direttamente al pascolo. Prati e pascoli contribuiscono all’economia agricola locale e plasmano il paesaggio montano. Complessivamente, prati e pascoli rappresentano circa il 78% della superficie agricola e quindi una risorsa importante per l’agricoltura locale.

Per discutere le principali sfide e le opportunità dell’agricoltura di montagna, il 12 dicembre 2025 si è tenuta la decima edizione del Forum di Esperti in Agricoltura Montana. Organizzato dal Centro di Sperimentazione Laimburg, dalla Scuola Professionale per l’Agricoltura ed Economia Domestica Salern di Varna e dal Centro di Consulenza per l’Agricoltura Montana BRING. L’evento ha riunito circa 50 esperte e esperti del settore. Tra i temi al centro del confronto l’ottimizzazione della gestione di prati e pascoli per affrontare le sfide relative alle condizioni climatiche estreme, e le sfide per salvaguardare i prati ricchi di specie attraverso la gestione agricola.

“Eventi come il Forum odierno mettono in dialogo la ricerca e la pratica agricola”, ha affermato Giovanni Peratoner, responsabile del settore Agricoltura Montana del Centro di Sperimentazione Laimburg. “Prati e pascoli sono una risorsa fondamentale per il nostro territorio: mantenerli produttivi e resilienti significa tutelare l’agricoltura altoatesina, il paesaggio e la biodiversità che caratterizzano le nostre aree alpine.”


Miscugli diversificati per adattarsi alle conseguenze dei cambiamenti climatici

È noto da tempo che la combinazione di graminacee e leguminose nei miscugli per la produzione di foraggio produce risultati superiori alla somma delle singole specie. La ricerca sta ora approfondendo questo approccio, studiando se e come l’aggiunta di specie erbacee di altre famiglie botaniche costituisca un ulteriore vantaggio. In questo contesto si inserisce la rete sperimentale di LegacyNet, un ampio progetto internazionale che si concentra sullo studio di prati avvicendati, ovvero superfici agricole in cui i prati si alternano con altre colture arative. Lo studio ha dimostrato come l’aggiunta di piantaggine lanciuola (Plantago lanceolata) o di cicoria comune (Cichorium intybus) aumenti la produttività dei prati a parità di concimazione, senza influire sulla qualità del foraggio. Un’analisi su 26 siti sperimentali situati in diverse regioni a clima temperato o continentale in Europa, Cina, Stati Uniti, Canada e Nuova Zelanda ha mostrato che gli effetti positivi di questa diversificazione aumentano con temperature più elevate. Questo quadro conferma che una gestione più diversificata dei prati rappresenta una strategia promettente per rendere le produzioni foraggere più resilienti ai cambiamenti climatici.


Finanziamenti adeguati decisivi per salvaguardare i prati e pascoli ricchi di specie in montagna

La gestione sostenibile dei prati e pascoli è un tema di crescente rilevanza, sia a livello locale sia nel contesto internazionale. Il progetto europeo Grasslands for Biodiversity (G4B), a cui partecipano il Centro di Sperimentazione Laimburg, Eurac Research e altri 12 partner europei, mira a individuare e tutelare i prati e i pascoli ad alta biodiversità, analizzandone le sfide gestionali e i principali punti di forza. Per favorire un dialogo strutturato tra i diversi portatori di interesse, il progetto ha raccolto le opinioni dei principali stakeholder attraverso più questionari mirati. Dalle risposte raccolte emerge che, per poter continuare a gestire prati ricchi di specie nelle aree montane, agricoltrici e agricoltori considerano fondamentali finanziamenti pubblici adeguati, soprattutto a causa dell’elevato fabbisogno di manodopera. Le risposte degli altri stakeholder, inoltre, indicano che questa esigenza è chiaramente riconosciuta anche dal mondo della ricerca, dai rappresentanti istituzionali e dalla popolazione. Questa base condivisa contribuisce a rafforzare il dialogo tra i diversi attori coinvolti e a portare avanti in modo mirato politiche agricole volte a rendere l’agricoltura montana futura più sostenibile: “Con gli incentivi al pascolo, il contributo per i sostegni alla manodopera e i contributi per la gestione sostenibile dei prati vogliamo garantire che le aziende agricole possano continuare a curare i nostri paesaggi alpini in modo economicamente sostenibile, supportando la competitività dell’intero settore”, ha dichiarato in merito l’Assessore all’Agricoltura Luis Walcher.


Il progetto G4B è realizzato con il finanziamento dell’Unione Europea nell’ambito del partenariato Biodiversa+ ed è coordinato dall’Istituto federale svizzero di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL).

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